Il confronto in sintesi
La tabella riunisce i dati principali dei tre disciplinari. Le sezioni seguenti spiegano ciascuna riga e ne indicano le eccezioni.
| Prosecco DOC | Conegliano Valdobbiadene DOCG | Asolo DOCG | |
|---|---|---|---|
| Zona | Nove province di Veneto e Friuli Venezia Giulia | Territorio collinare di quindici comuni trevigiani | Montello e Colli Asolani, in provincia di Treviso |
| Uve | Glera, più fino al 15% di altre varietà | Glera, più fino al 15% di altre varietà | Glera, più fino al 15% di altre varietà |
| Resa di uva per ettaro | 18 t | 13,5 t (Rive 13,0 t, Cartizze 12,0 t) | 13,5 t |
| Resa da uva a vino | 75%, con perdita della denominazione fino all'80% | 70%, con perdita della denominazione fino al 75% | 70%, con perdita della denominazione fino al 75% |
| Tipologie | Vino fermo, spumante, spumante rosé, frizzante | Vino fermo, frizzante, spumante, spumante "sui lieviti" | Vino fermo, frizzante, spumante, spumante "sui lieviti" |
| Rosé | Sì | No | No |
| Superiore, Rive, Cartizze | Nessuna menzione | Superiore (omissibile), Rive e Superiore di Cartizze | Menzione superiore, senza Rive né Cartizze |
| Dolcezza dello spumante | Da brut nature a demisec | Da extra brut a demi-sec | Da extra brut a demi-sec |
| Alcol totale minimo alla vendita | 10,5% fermo e frizzante, 11,0% spumante | 10,5% fermo e frizzante, 11,0% spumante, 11,5% Rive e Cartizze | 10,5% fermo e frizzante, 11,0% spumante |
Zona di produzione: dove nasce ciascun vino
La DOC Prosecco ha l'area più ampia. Le uve devono essere prodotte nelle province di Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza. Il disciplinare descrive l'areale come prevalentemente pianeggiante, con alcune zone collinari, e ammette i terreni ben esposti, con l'esclusione di quelli ad alta dotazione idrica con risalita della falda e di quelli torbosi. Vinificazione, spumantizzazione e imbottigliamento vanno fatti nel territorio delimitato, con limitate eccezioni per alcuni comuni veronesi confinanti e per stabilimenti autorizzati nelle province vicine.
Le due DOCG ricadono entro l'area della DOC e sono limitate ai terreni collinari. Conegliano Valdobbiadene comprende il territorio collinare di quindici comuni trevigiani, da Conegliano a Valdobbiadene (tra gli altri Vittorio Veneto, Follina, Pieve di Soligo, Farra di Soligo e Vidor). Il disciplinare esclude i vigneti di fondovalle, quelli esposti a tramontana e quelli di bassa pianura. La vinificazione avviene nei comuni della zona, la spumantizzazione e l'imbottigliamento nella provincia di Treviso. Per un itinerario tra queste colline c'è la guida alla visita.
Asolo Prosecco copre i rilievi del Montello e dei Colli Asolani. La zona comprende l'intero territorio di Castelcucco, Cornuda e Monfumo e parte di sedici altri comuni, tra cui Asolo, Maser, Montebelluna, Nervesa della Battaglia e Possagno. Sono ammessi vigneti collinari e pedecollinari, con esclusione di quelli di fondovalle e di quelli esposti a tramontana. L'imbottigliamento avviene nel territorio trevigiano indicato dal disciplinare, salvo deroghe per le aziende che già imbottigliavano fuori zona.
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Esperienze in cantina: Colline del Prosecco
Uve e rese: Glera e limiti per ettaro
In tutte e tre le denominazioni la base è il vitigno Glera, e fino al 15% dell'uva può provenire da altre varietà della stessa azienda. Nella DOC Prosecco le varietà ammesse sono Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco. Nelle due DOCG l'elenco dei vitigni che possono concorrere in vigneto si riduce a Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.
I disciplinari consentono però una pratica correttiva tradizionale: aggiungere al vino destinato allo spumante (nella DOC anche al frizzante), in quantità non superiore al 15%, vini di Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero provenienti da vigneti iscritti allo schedario in una zona delimitata. Per l'Asolo il prodotto deve contenere almeno l'85% di Glera. A Conegliano Valdobbiadene la pratica è esclusa per il tipo aromatico e per lo spumante "sui lieviti".
Limiti per ettaro
La resa massima di uva per ettaro è di 18 tonnellate per la DOC e di 13,5 per entrambe le DOCG. A Conegliano Valdobbiadene scende a 13,0 tonnellate per la menzione Rive e a 12,0 per Superiore di Cartizze. Anche la resa da uva a vino è più bassa nelle DOCG: 70%, con perdita della denominazione per la parte eccedente fino al 75%. Nella DOC il limite è del 75%, con la stessa perdita per la parte fino all'80%.
Le densità minime sono 2.300 ceppi per ettaro per i nuovi vigneti DOC, 2.500 per Conegliano Valdobbiadene e 3.000 per i nuovi impianti di Asolo.
Tipologie e dolcezza: spumante, frizzante, fermo, rosé, sui lieviti
Le tre denominazioni non prevedono le stesse tipologie.
- DOC Prosecco: quattro tipologie, cioè Prosecco (il vino fermo), spumante, spumante rosé e frizzante.
- Conegliano Valdobbiadene: vino fermo, frizzante e spumante, che il disciplinare chiama superiore, più la variante "sui lieviti".
- Asolo Prosecco: vino fermo, frizzante, spumante e spumante "sui lieviti", senza Rive né Cartizze.
Nella DOC lo spumante si ottiene esclusivamente per fermentazione naturale in autoclave e si commercializza dal brut nature al demisec. Il rosé richiede Glera dall'85 al 90% e Pinot nero vinificato in rosso dal 10 al 15%, almeno 60 giorni di elaborazione in autoclave e le sole dolcezze da brut nature a extra dry. Il frizzante nasce in bottiglia o in autoclave. Spumante e frizzante escono dal 1° gennaio dell'anno successivo alla vendemmia.
Nelle due DOCG lo spumante va da extra brut a demi-sec e il frizzante da secco ad amabile. La variante "sui lieviti" è uno spumante rifermentato in bottiglia senza separare i residui di fermentazione, ottenuto con vini di una sola vendemmia. La rifermentazione parte tra il 1° marzo e il 30 giugno successivi alla raccolta, con sovrappressione iniziale non superiore a 0,5 bar, e il vino resta almeno novanta giorni sulle fecce. Si commercializza nel tipo brut nature e a Conegliano Valdobbiadene le uve si vendemmiano a mano. Per l'Asolo valgono le stesse regole di rifermentazione e di sosta sulle fecce. Né l'Asolo né il Conegliano Valdobbiadene prevedono il rosé.
Superiore, Rive e Cartizze
Nel linguaggio comune "Prosecco Superiore" indica le due DOCG. La DOC Prosecco non contempla la menzione, e il suo disciplinare vieta qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste. A Conegliano Valdobbiadene lo spumante è "superiore", ma il disciplinare consente di omettere sia la parola Prosecco sia il termine superiore: in etichetta si può trovare solo "Conegliano Valdobbiadene" o "Valdobbiadene". Per l'Asolo, invece, l'etichetta dello spumante accompagna la denominazione con la menzione superiore.
Rive
Rive è una menzione esclusiva della DOCG Conegliano Valdobbiadene. Indica uve provenienti da una delle 43 unità geografiche aggiuntive dell'allegato A del disciplinare, raggruppate per comune: nel comune di Valdobbiadene, per esempio, San Vito, Bigolino, San Giovanni, San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Guia. Il disciplinare prevede:
- vendemmia a mano;
- resa massima di 13,0 tonnellate per ettaro;
- gradazione totale minima dell'11,5%;
- uscita dal 1° marzo dell'anno successivo alla vendemmia;
- annata in etichetta obbligatoria, senza combinazione con "sui lieviti".
Superiore di Cartizze
Superiore di Cartizze è una sottozona: lo spumante deve derivare da uve raccolte nel territorio della frazione di San Pietro di Barbozza, nel comune di Valdobbiadene, detto Cartizze. Il disciplinare la descrive come una sottozona di soli 106 ettari. Vi si applicano vendemmia a mano, resa di 12,0 tonnellate per ettaro, gradazione totale minima dell'11,5% e vinificazione entro il comune di Valdobbiadene. In etichetta compare come "Conegliano Valdobbiadene Superiore di Cartizze" o più semplicemente "Valdobbiadene Superiore di Cartizze".
Gradazione, acidità e soglie minime
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve è del 9,5% per il vino fermo di tutte e tre le denominazioni. Per le uve di spumante e frizzante la DOC scende al 9,0%. Le DOCG ammettono il 9,0% per le uve destinate allo spumante (a Conegliano Valdobbiadene anche al frizzante). L'Asolo richiede che la destinazione sia dichiarata nei documenti di cantina. Per Rive e Cartizze il minimo naturale resta 9,5%.
Alla vendita il titolo alcolometrico totale minimo è del 10,5% per il fermo e per il frizzante in tutte e tre le denominazioni e dell'11,0% per lo spumante (rosé compreso). A Conegliano Valdobbiadene sale all'11,5% per lo spumante Rive e per quello di Cartizze. Sono soglie analitiche che il consumatore non legge in etichetta.
| Prosecco DOC | Conegliano Valdobbiadene DOCG | Asolo DOCG | |
|---|---|---|---|
| Acidità totale minima | 4,5 g/l | 4,5 g/l (4,0 g/l per i frizzanti rifermentati in bottiglia) | 5,0 g/l per fermo, frizzante e spumante; 4,0 g/l per il "sui lieviti" |
| Estratto non riduttore minimo | 14,0 g/l | 14,0 g/l | 15,0 g/l; 14,0 g/l per il "sui lieviti" |
Il titolo alcolometrico totale comprende l'alcol svolto e quello potenziale, quindi non coincide con la gradazione che si legge in etichetta.
Come scegliere la bottiglia leggendo l'etichetta
Per scegliere una bottiglia di Conegliano Valdobbiadene o di Asolo conviene guardare tre elementi.
- L'ordine delle parole. Nelle DOCG il nome del territorio viene prima: Conegliano Valdobbiadene, Conegliano, Valdobbiadene oppure Asolo, con la parola Prosecco dopo e in caratteri uguali o più piccoli. Conegliano Valdobbiadene porta inoltre un marchio collettivo del Consorzio di tutela, inserito nella fascetta che sostituisce il contrassegno di Stato.
- Il tipo di dosaggio, che determina la dolcezza: brut nature, extra brut, brut, extra dry, dry o demi-sec.
- Le menzioni. Rive e Superiore di Cartizze indicano un'origine più precisa, vendemmia a mano e rese più basse, mentre "sui lieviti" indica una rifermentazione in bottiglia con i residui in sospensione, da cui una possibile velatura.
Sulla DOC Prosecco può comparire il riferimento a "Treviso" solo se le uve sono tutte della provincia e la lavorazione avviene nella stessa provincia.
I disciplinari fissano l'intervallo di dolcezza ammesso: la DOC dal brut nature al demisec, il rosé fino all'extra dry, le due DOCG da extra brut a demi-sec, con il solo brut nature riservato al "sui lieviti". Chi cerca un vino secco può quindi trovarlo in tutte le denominazioni. I disciplinari non contengono prezzi e questa pagina non ne riporta.
Per verificare che un produttore faccia parte di una denominazione ci si può rivolgere al consorzio di tutela: Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene, Asolo Montello.
Domande frequenti
Prosecco Superiore e Prosecco DOCG sono la stessa cosa?
Nell'uso comune sì: con "Prosecco Superiore" si intendono le due DOCG, Conegliano Valdobbiadene e Asolo. Nei disciplinari, però, "superiore" è la menzione dello spumante di queste due denominazioni, ed è obbligatoria in etichetta solo per l'Asolo, mentre a Conegliano Valdobbiadene può essere omessa. La DOC Prosecco non prevede la menzione.
Che differenza c'è tra Prosecco DOC e DOCG in termini di resa?
La DOC Prosecco ammette 18 tonnellate di uva per ettaro, le due DOCG 13,5. A Conegliano Valdobbiadene il limite scende a 13,0 tonnellate per la menzione Rive e a 12,0 per Superiore di Cartizze. Anche la resa massima da uva a vino è più bassa nelle DOCG (70% contro 75%).
Il Cartizze è un vino diverso dal Prosecco?
Il Cartizze è un tipo di spumante della DOCG Conegliano Valdobbiadene. Deve derivare da uve raccolte a mano nella frazione di San Pietro di Barbozza, nel comune di Valdobbiadene, vinificate entro lo stesso comune e portare in etichetta "Superiore di Cartizze". Il disciplinare indica una resa di 12,0 tonnellate per ettaro e una gradazione totale minima dell'11,5%.
Che cosa significa Rive sull'etichetta?
Rive indica che le uve provengono da una delle 43 unità geografiche elencate nel disciplinare di Conegliano Valdobbiadene, che di solito corrispondono a un comune o a una frazione. Le uve sono vendemmiate a mano, con resa massima di 13,0 tonnellate per ettaro, e l'annata in etichetta è obbligatoria. La menzione esiste solo a Conegliano Valdobbiadene, non nell'Asolo e non nella DOC.
Esiste un Prosecco rosé DOCG?
No. Il rosé è previsto solo dalla DOC Prosecco: Glera dall'85 al 90% e Pinot nero vinificato in rosso dal 10 al 15%, spumante in autoclave con almeno 60 giorni di elaborazione, con millesimo obbligatorio in etichetta. I disciplinari delle due DOCG non lo prevedono.
Il Prosecco DOCG è sempre più secco del DOC?
No. Il grado di dolcezza dipende dal tipo indicato in etichetta, non dalla sigla. Lo spumante DOC può andare dal brut nature al demisec, quello delle DOCG da extra brut a demi-sec. Un extra dry DOC e un extra dry DOCG portano la stessa indicazione di dolcezza.
Fonti
- Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (2025). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata "Prosecco". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 22.09.2025 (G.U.R.I. n. 227 del 30.09.2025).
- Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (2019). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Conegliano Valdobbiadene – Prosecco". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 12.07.2019 (G.U. n. 185 dell'8.8.2019).
- Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (2024). Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Asolo Prosecco" o "Asolo". Testo consolidato, ultima modifica: D.M. 09.09.2024 (G.U. n. 218 del 17.09.2024).